Amano l’animazione giapponese, scelgono per i loro tatuaggi soggetti della tradizione nipponica come le carpe o la geisha. I giovani sono ormai travolti da una passione sfrenata per il Paese del Sol Levante. A Milano, una mostra dedicata ai maestri dell’arte giapponese ci mostra la storia dello stile che ancora oggi ci affascina tanto.

Uomini, animali, paesaggi e scorci di un Giappone oltreoceano che con le sue immagini conquistò gli artisti europei di fine Ottocento, influenzando,per forme e colori, tendenze e correnti come quella degli Impressionisti.

In occasione del 150° anniversario delle relazioni tra Giappone e Italia, a Palazzo Reale di Milano sono esposti i tre artisti per eccellenza del mondo fluttuante, l’ukyoe: Hokusai, Hiroshige e Utamaro.

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Le silografie dei tre artisti mostrano un variegato repertorio di immagini all’epoca richieste dall’editoria giapponese che si contendeva i migliori pittori e incisori. Stessi soggetti, ma con inquadrature o formati di stampa differenti: volti noti, temi alla moda e soprattutto il mare, la montagna e i personaggi che li abitano. Questo spiega perché nelle 5 sezioni del percorso di mostra sono ben 36 le vedute del monte Fuji di Hokusai e altrettante quelle di Hiroshige.

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Emblema dello stile ukyoe è la Grande Onda di Hokusai, insieme a tante altre immagini di ponti, cascate e quartieri di Edo o Kyoto. Attraverso un percorso anche multimediale e con una museografia in stile nipponico, la mostra racconta la cifra estetica che ha influenzato non solo l’Occidente, ma anche il Giappone stesso, per esempio per il caso del manga di cui i 15 volumi di Hokusai sono l’origine.

Una mostra per conoscere più a fondo le radici di un amore nipponico sempre più diffuso, soprattutto tra le nuove generazione che persino nei tattoo mostrano un continuo richiamo all’arte giapponese dei maestri dell’ukyoe.

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