SI FEST- Savignano Immagini Fest si è svolto nei giorni 9, 10 e 11 settembre a Savignano sul Rubicone, piccolo comune della provincia Forlì-Cesena reso noto ai più per la celeberrima frase pronunciata dal condottiero romano Giulio Cesare proprio sul fiume Rubicone. Il confine e il suo superamento è il tema di questa 25esima edizione del festival dedicato alla fotografia che vede ogni anno tantissimi visitatori, tra amatori e professionisti.

Nelle strade del piccolo paese, tantissime le mostre dislocate in sedi diverse e soprattutto lungo il corso principale, mentre la piazza ha ospitato per quei giorni varie letture di portfolio a cura di noti professionisti della fotografia che hanno dato il loro giudizio ai più giovani e non solo. Partecipazione massima del paese, i cui negozi hanno esposto anche in vetrina delle fotografie e hanno offerto i loro spazi per alcune mostre del SI FEST OFF. Spazio anche per bookshop a tema e talkshow, per un weekend ricco di cultura e storia fotografica.

Un tema che soprattutto in questi giorni fa pensare al confine che tante persone varcano ogni giorno in cerca di una nuova luce, quel confine a volte chiuso e a volte aperto che oggi è al centro del dibattito per il “problema immigrazione”. Il SI FEST però è un festival più attento alla fotografia d’autore che al reportage e per questo il confine è stato inteso come quello tra le varie tecnologie e tecniche fotografiche, le nuove sperimentazioni come in Luigi Erba e quello geografico in lavori come quello di Olivo Barbieri.

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Interessanti i lavori di Duane Michaels nei suoi foto testi e le lande desolate e post apocalittiche della Russia più fredda nei lavori di Danila Tkachenko. “As we wait” è il lavoro che la fotografa americana Andrea Modica espone al SI Fest, dove protagonista è il tempo, l’attesa che prende contorni ora cupi ora più distesi, mentre la coppia Albert&Verzone presenta una serie di fotografie del lavoro “The Moscow Project“, (fotografie del 1991, 2001 e 2011) in cui i soggetti sono proprio i moscoviti e la società di una città in cui molte cose negli ultimi anni sono cambiate.

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E proprio la fotografa americana Andrea Modica ci rivela in un’intervista il suo entusiasmo per il festival: “Questo è un evento con una grande comunità, è chiaramente popolato da visitatori che hanno diversi livelli di comprensione della fotografia, ma che sono davvero interessati nell’osservare, imparare e essere aperti a questo mondo, ci sono bambini e famiglie che vengono alle mostre, e questo è veramente un dono per me, apprezzo davvero che il mio lavoro sia accessibile alla comunità, è meraviglioso e non vedo questi eventi nel mio paese, certo abbiamo dei festival ma di solito lì vedo solo fotografi parteciparvi, collezionisti e qui invece è proprio parte della comunità e lo preferisco.

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Come ogni anno, la giuria ha assegnato il Premio Marco Pesaresi, in onore al fotografo riminese, ad un progetto che grazie alla vincita potrà essere portato a compimento. Vincitori quest’anno i giovani Martin Errichiello e Filippo Menichetti, premiati per “In Quarta persona“, un’inchiesta fotografia sull’identità paesaggistica del territorio calabrese, una mappatura e un esercizio della memoria.
Azione immediata e parte della realtà, come ebbe a dire Cartier – Bresson, la fotografia oggi è un’arte che affascina sempre più pubblico per il suo grande potere comunicativo.

 

 

 

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